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Portada

Numero 9

Dicembre 2016

Lisbona

Lisbona

Racconti di strada

“La terra ferma è solo una zona di passaggio”

Avventura

I migliori posti del mondo per le tue foto di nozze

Romantico

Vivere come un re in Rajastan

Lusso

Sumario

Magazine

sommario

sommario

Numero 9

Lisbona

Racconti di strada

Lisbona brilla riflessa nel Tago, lungo le cui liberate rive i lisbonesi, adesso, passeggiano con grande orgoglio, perché il tempo l'ha resa più bella.

Raquel Tavares

"Sono le persone che fanno le città"

Con le note tradizionali e gli accordi contemporanei, la cantante Raquel Tavares e il compositore e musicista Rodrigo Leão, scrivono la colonna sonora e danno voce a Lisbona.

Rodrigo Leâo

"Lisbona è presente nella mia musica"

La carriera di Rodrigo Leão è una metafora dell'evoluzione del Portogallo. Senza rinunciare a radici e tradizioni, ha assorbito le influenze esterne, per portare la sua musica in giro per il mondo.

Romantico

I migliori posti del mondo per le tue foto di nozze

La location può fare la differenza tra un matrimonio convenzionale e uno straordinario. Ovviamente saranno indimenticabili entrambi, ma il secondo avrà senz'altro foto migliori.

Giovani

Nimbin: ritorno agli anni 70

Comuni ancora attive, camper con il simbolo della pace e magliette psichedeliche nel bel mezzo della natura. Viaggiamo nel tempo fino a Nimbin, l'ultimo paradiso hippie.

Lusso

Vivere come un re in Rajastan

Saloni con tappeti, trofei di caccia e letti con baldacchino. I maharaja hanno trasformato i propri palazzi in hotel di lusso, che ricreano il loro antico splendore. Si tratta degli "Hilton" dell'India.

Fuga

Festeggia in anteprima il capodanno a Kiribati

Èuno dei paesi meno visitati del mondo e i suoi abitanti saranno i primi a dare il benvenuto al 2017. Festeggialo con loro in un paradiso inesplorato.

Avventura

“La terra ferma è solo una zona di passaggio”

Non è disposto a vivere lontano dagli oceani. Cerca di "scoprire nuovi mari" e le "culture che lo circondano". "Analizzare la relazione che noi umani abbiamo con il mare", confessa Enric Adrian Gener, che gira il mondo dedicandosi alla fotografia subacquea.

Top 6a

I monasteri più inaccessibili

La devozione religiosa ha fatto innalzare santuari nei luoghi più reconditi del pianeta. Riuscire a raggiungere questi templi è quasi un miracolo... non farlo è un peccato.

Travelbeats

Qui ti aspettano gli alberghi e i ristorante alla moda, y grandi magazzini più esplosivi, le nuove aperture luoghi pini del pianeta

Squadra

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Reportaje - Santiago de Chile

Magazine

DESTINAZIONI

Lisbona

Racconti di strada

TESTO

Guadalupe Rodríguez

Carlos Luján

Kreativa Visual

Lisbona brilla riflessa nel Tago, lungo le cui liberate rive i lisbonesi, adesso, passeggiano con grande orgoglio, perché il tempo l'ha resa più bella.\n

L

isbona non è cambiata, si è evoluta. Più di 3,5 milioni di turisti hanno visitato la capitale portoghese nel 2015, e nell’ultimo anno l'intera nazione ha registrato un aumento del 20% del turismo. Anche se Lisbona è da circa cinque anni nelle agende dei turisti internazionali, la città vuole comunque miglirare la sua offerta. Tra i fattori che possono rendere una visita più attraente c'è l’offerta alberghiera, che adesso può contare hotel boutique con terrazza, in zone centrali, come l’H10 Duque de Loulé, Hotel Bairro Alto o Memmo Alfama. C’è poi la proliferazione degli "hostels" di design, dal The Independente, nella zona alla moda di Príncipe Real, a Brickoven, aperto in un palazzetto che una volta era un convento.\n

Una delle virtù di Lisbona è che ha saputo riciclare il suo passato.

A Lisbona non mancano le cose da vedere: la sua grande ricchezza di monumenti, la personalità degli edifici decorati con azulejos, la ricca gastronomia, il recupero delle zone industriali degradate e la riva del fiume Tago. Tutto si somma per offrire alternative culturali e di svago, sia ai turisti che ai lisbonesi. Dalla promenade verde, che prende il nome di Ribeira das Naus, vicina alla Praça do Comércio, dove la scultrice Joana Vasconcelos ha reinventato con l'estetica del pop il tradizionale gallo di Barcelos, fino al Museo di Arte, Architettura e Tecnologia MAAT, appena inaugurato, vicino a Belém, che ha tutta l'aria di poter diventare il Guggenheim di Lisbona.\n

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"La crisi ha fatto bene alla creatività", assicura Roger Mor mentre ci guida attraverso LX Factory. Si tratta di una vecchia fabbrica di ghiaccio riconvertita in un piccolo quartiere, dove lavorano più di mille persone a contatto con professioni artistiche e liberali. Tra le gallerie d'arte, i negozi, i ristoranti, i coworkshops e persino una “escape room” dall'ambientazione burlesque, spiccano Landeu, una caffetteria che serve solo torta al cioccolato, e la libreria Ler Devagar (leggere lentamente, in portoghese). Questa antica tipografia ospita le sculture cinetiche di Pietro Proserpio, che conferiscono al posto un'aria che ricorda i film "Amelie" o "Hugo Cabret". Come hanno già fatto altre attività, anche qui sono stati recuperati e riutilizzati i pezzi della vecchia fabbrica. Il ristorante e cocktailleria Río Maravilha, ad esempio, si è appropriato della sala da pranzo e della sala comune dei lavoratori, per creare uno spazio in cui condividere esperienze, soprattutto al tramonto, dalla sua terrazza con vista al ponte sospeso 25 de Abril.\n

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Una cataplana con vista sul fiume

Se ciò che cerchi è immergerti nella cucina tradizionale portoghese, devi provare la cataplana. Uno stufato a base di patata e pesce o frutti di mare, che può essere fatto anche con carne, che prende il nome dalla pentola con coperchio in cui viene cucinata. Se per di più si può gustare in una terrazza nella Praça de Comerço, come quella di Populi, devi solo aspettare che esca il sole e avrai il piatto perfetto.\n

Main Side, la società di promozione immobiliare per cui lavora Mor, vuole restituire l'anima ai luoghi. Portando l'arte dei graffiti del brasiliano Derlon a LX Factory ha rispettato il passato, offrendo un nuovo futuro. Ha trasformato in luoghi da non perdere nella notte lisbonese la Pensâo Amor, un vecchio bordello adesso bar alla moda, con spettacoli di "pole dancing" inclusi, o il ristorante Casa de Pasto. Qui c’è un'ampia scelta di vini al piano sotterraneo e un ristorante al piano superiore, decorato come una casa tradizionale, che unisce elementi "kitch", come i maiali che volano nella sala fumatori, a una cucina molto interessante. Entrambi si trovano nella zona di Cais do Sodré, dove c’è anche il Time Out Market, nel Mercado da Ribeira, un esempio, insieme al Mercado de Oubrique, della convivenza tra i mercati tradizionali. Piccole bancarelle "take away", dietro le quali a volte ci sono noti chef, dove poter gustare il cibo in tavoli condivisi.\n

"La cucina è la cultura di un popolo e il modo migliore per conoscerlo", assicura José Avillez, chef con due stelle Michelin, che ha apportato creatività e tecnica alla cucina portoghese, senza rinunciare ai sapori e ai prodotti tradizionali. Oltre al ristorante Belcanto, ha aperto a Lisbona degli stabilimenti "multispazio", come Bairro e Cantinho de Avillez, dove comprare salumi, formaggi o conserve, e degustare le sue ricette più informali. Queste recenti iniziative, come quella di Palacio Chiado, che ha ricovertito in bar e ristoranti alcune aree di una sontuosa residenza del marchese di Pombal, sono alcune delle nuove aperture che non smettono di dimostrare che il panorama gastronomico di Lisbona va oltre il baccalà e le sardine. "Manca ancora la stabilità finanziaria dei ristoranti di nuova apertura, una maggior presenza di cucine fusion e di chef internazionali che vengano a cucinare a Lisbona", aggiunge Avillez.

Il critico gastronomico e direttore del festival Peixe em Lisboa Duarte Calvâo riconosce che, nonostante il Portogallo abbia accolto le influenze di molteplici culture, le cucine delle sue antiche colonie, come Angola, Capo Verde, Brasile o Goa, non sono sufficientemente rappresentate. Uno dei pionieri a portare a Lisbona la gastronomia internazionale è stato lo chef Kiko Martins. Dopo aver visitato 23 paesi in poco più di un anno, ha inserito nel suo GPS personale le mappe dei sapori e li ha portati in Portogallo, secondo quanto dice. "Non mi piace chiamarla cucina fusion, perché la cucina già combina di per sè", chiarisce lo chef, il cui ultimo ristorante, O Asiático, si è appena unito alle altre due proposte, A Cevicheria, di cucina peruviana, e O Talho, specializzato in carne.\n

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La costa lisbonese

La Doca de Santo Amaro, zona di ozio adiacente al porto sportivo, è il posto giusto sia a pranzo che a cena. Puoi salire a bordo di una barca e percorrere il fiume o, ancora meglio, imbarcarti in un veliero. Come quelli che offre l'azienda e scuola di navigazione Terra Incógnita, con in qual puoi avvicinarti alle località costiere di Cascais, Estoril, Sesimbra o Comporta, dove il "jet-set" internazionale si gode le sue lunghe spiagge.


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Il critico gastronomico e direttore del festival Peixe em Lisboa Duarte Calvâo riconosce che, nonostante il Portogallo abbia accolto le influenze di molteplici culture, le cucine delle sue antiche colonie, come Angola, Capo Verde, Brasile o Goa, non sono sufficientemente rappresentate. Uno dei pionieri a portare a Lisbona la gastronomia internazionale è stato lo chef Kiko Martins. Dopo aver visitato 23 paesi in poco più di un anno, ha inserito nel suo GPS personale le mappe dei sapori e li ha portati in Portogallo, secondo quanto dice. "Non mi piace chiamarla cucina fusion, perché la cucina già combina di per sè", chiarisce lo chef, il cui ultimo ristorante, O Asiático, si è appena unito alle altre due proposte, A Cevicheria, di cucina peruviana, e O Talho, specializzato in carne.

Nonostante ciò, l'attuale offerta gastronomica di Lisbona soddisfa le richieste di qualsiasi tipo di pubblico. "È un buon momento, si realizza cucina più elaborata e le iniziative sono più attraenti per il pubblico", aggiunge Duarte Calvâo. Si possono trovare ristoranti che si basano su un buon prodotto, come le proposte del pioniere Olivier da Costa K.O.B e Yakuza, fino a taverne in cui petiscar, fare piccoli assaggi di piatti accompagnati da vino, eredi degli antichi depositi di carbone, gestiti da galiziani. La Taberna da Rua das Flores, che compra direttamente a produttori portoghesi, preferendo prodotti biologici, è un buon esempio di queste iniziative più innovatrici. Cucina tradizionale portoghese che si fonde con altre culture, nello scenario ricreato con elementi di un'antica bottega di barbiere, di una farmacia e di un garage di pompieri, alle cui porte i clienti aspettano che si liberi un tavolo.\n

Va ricordata anche l'offerta dei dolci delle numerose "pastelarias" di Lisbona, dai famosi "pasteis de nata" ai cioccolatini di Bettina e Niccolò Corallo. Naturalmente, accompagnati sempre da un caffè, che in Portogallo è intenso, tostato, un insieme di arabica e robusta. Per terminare con una "ginjinha", il tradizionale liquore di amarene che si compra e assapora nei locali intorno alla Piazza del Rossio.\n

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Comprare artigianato e design

Così come la ristorazione di Lisbona, anche i designer hanno saputo fondere la qualità dell’artigianato tradizionale con un tocco più contemporaneo. Nel palazzetto e ora centro commerciale Embaixada, nella Praça do Príncipe Real, si riuniscono intorno a un cortile dallo stile neo-arabo, disegnatori, artisti e antiquari portoghesi. I quaderni e libricini, i cosmetici, i prodotti tessili, il sughero e la ceramica che si possono trovare lì, così come nei negozi A Vida Portuguesa, More than wine, Claus Porto o Cerámicas na Linha, vengono prodotti da anni nello stesso modo, anche se ora sembrano realizzati appositamente per il gusto "vintage" dei turisti. Una delle qualità di Lisbona è proprio quella di riutilizzare, e non ricreare, il passato, dandogli valore.

I prodotti artigianali si presentano all'interno di un grande progetto, un qualcosa che bisogna promuovere di più, secondo Helena e Miguel Amante, l'ottava generazione di disegnatori e produttori di scarpe della firma Eleh. Dal laboratorio recuperato preservando l'autenticità nel Barrio Azul di Lisbona, difendono la differenziazione dei prodotti "made in Portugal" e della capitale, una città in cui "non trovi le stesse cose che troveresti in altre città europee". E a dimostrazione di ciò una conserva di pesce è diventata il miglior souvenir.\n

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Entrevista

Magazine

Intervista

"Sono le persone che fanno le città"

MESE PASSEGGERI

Raquel Tavares

Con le note tradizionali e gli accordi contemporanei, la cantante Raquel Tavares e il compositore e musicista Rodrigo Leão, scrivono la colonna sonora e danno voce a Lisbona.\n

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Il fado, un genere di musica popolare portoghese nato nel XIX secolo, è considerato trasgressivo e "bairrista", cioè tipico dei quartieri popolari. Ne è un esempio la cantante Raquel Tavares, che nel suo ultimo disco intitolato "Raquel", dimostra com'è cambiata rispetto a quando ha iniziato a cantare fado, all'età di sei anni. Difende la Alfama lisbonese, dove vive, con tutta la passione delle sue radici gitane.\n

E nell’Alfama, che ospita il Museo del Fado, compare la sua immagine. Si vede nel murales che raccoglie le foto della nuova generazione di fadisti, alla quale appartiene per fascia d’età, insieme a nomi come Mariza, Carminho o Ana Moura. Invece di posare frontalmente, la Tavares appare di profilo, mentre canta sul palcoscenico di uno dei concerti che le hanno fatto girare il mondo. Anche se non ha perso l'entusiasmo di assistere come pubblico alle "casas de fado", dove ha iniziato a cantare a 17 anni. Ne cambiava fino a 3, nella stessa notte.

"Il fado prende vita dove c'è un cantante, una chitarra portoghese e un basso. Oggigiorno dove si può ascoltare? Fortunatamente ci sono molte "casas de fado" nei quartieri Alfama, Barrio Alto e Mouraria, anche se confesso di non andarci più assiduamente. Tre, in particolare, sono importanti per me: Senhor Vino, A Adega O Faia e Casa de Linhares. Tre locali dove mi piace andare. Si mangia bene, c'è ottima gente, l'ambiente è buono, è tradizionale, si ascolta buona musica e mi sento come a casa".

E si sente a casa anche nel quartiere di Alfama, dove le trattorie di cucina tradizionale si alternano alle "casas de fado". Qui gli abitanti che stendono il bucato nei propri balconi, si salutano per strada e ospitano i turisti che prendono in affitto, per alcuni giorni, le loro case, come se fossero della famiglia.\n

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Di Lisbona, che "è diventata cosmopolita senza smettere di essere tradizionale", adora anche il quartiere Chiado. "È un luogo dove fare shopping nel centro storico. Un posto emblematico, come la Baixa e il Castello di São Jorge, ovviamente. Non solo per i suoi incredibili panorami, ma anche per la sua storia. Così come sono altrettanto incredibili la zona architettonica di Belém e il Monastero dos Jerónimos".

Riconosce, però, di preferire il lato più popolare della città. "Ovunque vada mi piace stare con la gente del posto. La verità è che Belém è bella, ma è la gente che fa le città. È per questo che mi sembra più interessante percorrere le strade dei quartieri Bairro Alto, Mouraria o Cais do Sodré. Si può ascoltare ogni tipo di musica, durante la notte, e la gente è senza pregiudizi. Perché Lisbona è una città dalla mentalità molto aperta."

La dimensione della città, che ha un milione di abitanti, la sicurezza e la facilità con cui ci si muove in taxi, sono alcuni dei vantaggi che Raquel Tavares attribuisce alla capitale portoghese. "Su dieci ristoranti, nove sono buoni. È difficile mangiare male. Che altro posso dire... Sono di Lisbona, si nota! Venite a Lisbona!\n

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Magazine

Intervista

"Lisbona è presente nella mia musica"

MESE PASSEGGERI

Rodrigo Leâo

La carriera di Rodrigo Leão è una metafora dell'evoluzione del Portogallo. Senza rinunciare a radici e tradizioni, ha assorbito le influenze esterne, per portare la sua musica in giro per il mondo.\n

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Da quando iniziò, negli anni '80, come componente del gruppo Sétima Legião e poi dei Madredeus, il compositore, tastierista e chitarrista Rodrigo Leão ha assorbito le radici della musica portoghese, rivendicando strumenti come la fisarmonica. Li ha mischiati poi con le più svariate tendenze, dal pop britannico, alla "new age" e alla musica brasiliana, ed è inziata la sua carriera di compositore di colonne sonore e di dischi, insieme a diversi cantanti. "La musica portoghese ha un'identità molto forte. Non c'è solo il fado, anche altri gruppi si avvicinano alla musica popolare portoghese", afferma, seduto nel ristorante 100 Maneiras, vicino casa sua, sullo stesso divano dove è stata scattata la foto di copertina del suo ultimo disco, "Life is Long", con Scott Matthew.\n

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Quando non è in tournée passa il tempo libero tra l'Alentejo, dove ha la giusta tranquillità per poter comporre, e Lisbona. Nella capitale gli piace passeggiare lungo il Chiado e la riva del fiume Tago, da Cais do Sodré fino a Alcântara. "È una camminata di un'ora, andata e ritorno, con una luce straordinaria. Cais do Sodré e Bairro Alto sono i luoghi più movimentati della notte, pieni di giovani, con molti bar e ristoranti. Per gli amanti del divertimento sono i luoghi più indicati di Lisbona. "Se invece si cerca tranquillità, Leão consiglia la Praça das Flores, vicino Príncipe Real, e il Jardim da Estrela.

"A Lisbona hanno aperto nuovi spazi dove ascoltare musica dal vivo, altri ristoranti... Lisbona ha cambiato vita, non solo durante la notte, ma anche di giorno. L'offerta degli spettacoli è in crescita. Oltre ai festival estivi, che ospitano i gruppi più conosciuti del pop rock, c’è la programmazione di sale come il Coliseo del Centro Culturale di Belém, che non esisteva dieci anni fa", si rallegra il musicista.

"Ovviamente sento che c'è qualcosa di Lisbona, del Portogallo, nella mia musica. Amo vivere qui. Forse non è noto, ma ci sono melodie che sono tipicamente portoghesi. C'è una certa malinconia, tipica del Portogallo, che è molto presente nelle canzoni che cerco di comporre." Rodrigo Leão, però, specifica che questa malinconia, o romanticismo, non è necessariamente triste, ma porta con sé speranza. "C'è un po' di tristezza, di malinconia, insieme a un po' di poesia e speranza...vivere vicino al mare, avere vino, cibo, fa parte della nostra cultura".\n

Romántico x

Magazine

Romantico

I migliori posti del mondo per le tue foto di nozze

La location può fare la differenza tra un matrimonio convenzionale e uno straordinario. Ovviamente saranno indimenticabili entrambi, ma il secondo avrà senz'altro foto migliori.\n

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‘I will always love you’

Anche se il tempo non si ferma, ci sono luoghi che non passano mai di moda per giurarsi amore eterno. La Cappadocia, in Turchia, Venezia e le Cinque Terre, in Italia, o Santorini, in Grecia, sono alcune delle classiche località romantiche che si intrufolano nella lista. Non c'è altro da dire... continuano a farci innamorare.\n

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a tipica foto sull'altare non può essere paragonata a una foto ai piedi della cascata Seljalandsfoss, in Islanda. O sotto un manto di stelle nello Yosemite National Park californiano. Questi sono solo alcuni dei luoghi scelti per il fatidico "Sì" e per portare l'arte del servizio fotografico per matrimoni allo stesso livello di quello scelto dal sito Junebug Weddings, per il suo concorso fotografico. Cinquanta istantanee che percorrono il mondo, di bacio in bacio. In esse i novelli spossi si guardano negli occhi come se non ci fosse nient'altro sul pianeta.
Difficile da credere se si tiene conto del paesaggio che li circonda. Montagne e strade deserte, ma anche scene urbane, congelate in un momento unico. Non mancano nemmeno i classici, come la Torre Eiffel o la Stazione Centrale di New York. Sono solo un assaggio delle migliaia di fotografie inviate per questa edizione.
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L'Islanda è uno dei luoghi preferiti per chi è alla ricerca di natura esuberante e del romanticismo selvaggio per il "giorno più felice della propria vita". Elizabeth e Brian, che volevano un posto "bello, avventuroso e unico" hanno optato per la terra del ghiaccio. "Speravamo anche di intravedere le luci del nord". E hanno avuto fortuna... hanno brillato proprio la notte delle loro nozze. Mait, degli M&J Studios, era dietro alla macchina fotografica per immortalarle. Anche per lui e per il suo assistente sono stati giorni molto speciali. Il servizio fotografico includeva varie location, tra le quali il luogo più estremo mai visitato. Andando verso il lago ghiacciato di Jökulsárlón, hanno deciso di entrare in una grotta di ghiaccio. "Si forma ogni autunno ed è unica e diversa ogni anno, dato che in primavera si scioglie completamente. Che fosse lì a marzo è stato un vero e proprio miracolo". Il miracolo non è rimasto inosservato dalla giuria, che ha incluso una delle foto in questa grotta nella selezione delle migliori destination wedding del 2016.
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Foto: James Frost

Bombo Quarry, Australia

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La cascata Seljalandsfoss, 60 metri d’altezza, è una delle poche che si possono vedere dall'interno.

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Stessi luoghi solitari, ma dall'altra parte del mondo. Anche la Nuova Zelanda e l'Australia sono due delle opzioni predilette dagli amanti della natura. Come Maria e Pat. James Frost le ha fotografate sfidando le onde di Bombo Headland Quarry, nel Nuovo Galles del Sud. Le gigantesche colonne di basalto ricordano il Selciato del Gigante irlandese, bagnato in questo caso dal Mare di Tasman. Per raggiungerle bisogna allontanarsi dalla Kiama Coast Walk, che possiede altri luoghi degni di questo particolare album fotografico di nozze, come il parco nazionale Rock Cathedral o il geiser di Kiama. Angie e Doug si sono sposati a undici ore da qui. Toowoomba, nel Queensland, offre un paesaggio pianeggiante e campestre. La madre della sposa ha accompagnato il fotografo Van Middleton sulla jeep, aiutandolo a scegliere i luoghi "che Angie e la sua famiglia sentivano speciali". Questo dettaglio viene trasmesso nell'immagine vincitrice di questo fotografo, con gli sposi che si abbracciano sotto a un gigantesco albero. Forse sotto allo stesso albero in cui si sono dati il primo bacio o su cui hanno inciso le loro iniziali.\n

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Foto: Virginia & Evan Studios

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Amore in paradiso

Le nozze in luoghi paradisiaci non sono solo per "celebrità". Alain Brin, specializzato in località tropicali, lo dimostra con la foto di una coppia circondata da banchi di pesci a Turtle Bay Beach, nelle Isole Vergini. Altre foto in contesti esotici sono quelle nelle Seychelles, nelle Fiji o a Varanasi, in India.\n

Foto: Cole Roberts/ Nordica Photography

Lola e Tobi hanno puntato sulla moda delle destinazioni esotiche. Si sono sposati a Mahé, l'isola più grande delle Seychelles

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Foto: Chaz Cruz Photographers

Queenstown, New Zealand

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Foto: Claire Morris Photography

Paris

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Foto: Clarkie Photography

Yosemite National Park, California

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Foto: Gabe McClintock Photography

Iceland

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Foto: Catia Aguiam Fotografas

Montserrate Palace, Sintra

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Foto: Helena and Laurent

San Francisco, California

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Foto: Holly Wallace Photos and Film

Queenstown, New Zealand

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Foto: Jonnie + Garrett Wedding Photographers

Imperial Sand Dunes, California

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Foto: June Photography

Kaneoha, Hawaii

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Foto: M&J Studios

Iceland

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Foto: Nordica Photography

Hamar, Norway

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Foto: Sergio Cueto

Higüey, República Dominicana

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Foto: Shari + Mike Photographers

Santorini, Greece

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Foto: Terralogical

Bali, Indonesia

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Foto: Tin Martin

Bali, Indonesia

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Foto: Van Middleton Photography

Pilton, Australia

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Jóvenes x

Magazine

Giovani

Nimbin: ritorno agli anni 70

Comuni ancora attive, camper con il simbolo della pace e magliette psichedeliche nel bel mezzo della natura. Viaggiamo nel tempo fino a Nimbin, l'ultimo paradiso hippie.\n

n paese di agricoltori in declino divenne lo scenario della "rivoluzione di Aquarius" nel 1973. Centinaia di giovani alla ricerca di una meta, trovarono in Nimbin, Australia, il luogo perfetto per organizzare il ‘Festival Aquarius’. Il monte Warming custodisce la valle, dove oltre 10.000 persone si dettero appuntamento per la "Woodstock australiana". La cultura "undergound", l'esaltazione della libertà e il contatto con la natura rappresentarono la nascita, in quell'estate dell'amore, del movimento hippie australiano.
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Foto: Lismore City Council

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‘Let the sunshine in’

Fattorie abbandonate in mezzo a una foresta tropicale, tra cascate e terreni vulcanici. È la natura che comanda nella valle di Nimbin, un luogo sacro per il popolo nativo Bundjlung. Un antico vulcano dorme sotto al monte Warming, assieme alle cascate Killen Falls e la foresta tropicale di Big Scrub.\n

Foto: Lismore City Council

Dalla cima del Monte Warming saremo i primi a vedere l'alba, dato che è il primo punto dell'Australia continentale dove è possibile vedere sorgere del sole

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Con una popolazione contadina di circa 10.000 persone, ripartita in tutto il territorio, e 350 censite nel solo villaggio, Nimbin sopravvive al nuovo secolo e continua a essere punto di riferimento per viaggiatori solitari, "lifestylers", aspiranti hippie e musicisti. Come disse lo scrittore Austin Pick: "In effetti, Nimbin è un luogo strano. È come se una strada di Amsterdam piena di fumo avesse fatto irruzione in mezzo alle montagne. Qui le piante di cannabis convivono con le verdure degli orti. Anche se la legalizzazione riguarda esclusivamente il consumo dei derivati, gli abitanti la rivendicano come una vittoria nei confronti del sistema.

Di notte, la polvere delle strade si mischia alle luci delle fattorie, al fumo di marijuana e ai suoni della foresta. La poesia e il jazz risuonano dai locali, come il mitico ‘Rainbow Café’. L'estate dell'amore è lontana, ma la sua essenza resta. "A volte mi chiedo perché vivo qui", confessa Mandie, una delle fondatrici di "Tuntable Falls", "allora succede qualcosa di fantastico, mi guardo intorno e mi rendo conto che vivo qui per la vicinanza delle persone, la spontaneità e la creatività che si è creata".\n

Foto: harryws20 via Foter.com / CC BY

Nel 1973 i giovani presero il controllo del villaggio. Da allora sono state mantenute molte delle costruzioni originali. Uno dei segni distintivi di Nimbin.

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La regione dell'arcobaleno

L'area che circonda il villaggio è nota come "Rainbow Region", per i disegni che Vernon Treweeke ha sparso nella città nel 1973. Da allora, sono apparsi nuovi murales e altrettanti sono stati restaurati. Nel 40° anniversario del festival, Vernon è tornato a Nimbin per decorare una pizzeria. \n

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Lujo x

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Lusso

Vivere come un re in Rajastan

Saloni con tappeti, trofei di caccia e letti con baldacchino. I maharaja hanno trasformato i propri palazzi in hotel di lusso, che ricreano il loro antico splendore. Si tratta degli "Hilton" dell'India.
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a provvidenza ha creato i Maharaja per offrire uno spettacolo al genere umano", scrisse Rudyard Kipling, autore de "Il libro delle terre vergini". Fino al 1947, anno dell'indipendenza dell'Impero Britannico, i governanti degli stati dell'India erano soliti praticare "shikar" (l'arte della caccia) in Rolls Royce, commissionavano mobili, opere d'arte, gioielli europei tra i più prestigiosi e praticavano l'ospitalità, con banchetti per centinaia di invitati. Per secoli vissero all'interno di fortezze, o palazzi con terrazze e giardini, con aree separate per le donne e la servitù.
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Ora è possibile provare questa vita raffinata. I maharaja hanno aperto i loro palazzi, gli accampamenti di caccia e le residenze estive, che richiedevano una manutenzione e un restauro troppo costoso, agli ospiti. Con loro condividono la storia della loro famiglia. Hanno sostituito l'edonismo con il turismo sostenibile, le eccentricità con la restaurazione del patrimonio artistico e il lavoro a favore dello sviluppo della comunità.
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La corte reale

Anche nobili proprietari terrieri e ministri costruirono palazzi e residenze estive nei pressi dei luoghi in cui si erano stabiliti i maharaja, con l'intento di emularne lo stile di vita opulento. Alcune di queste residenze sono oggi degli hotel, come il Samode Palace e il Samode Bagh, il Narain Niwas Palace o il Castle Kanota.\n

Foto: SUJÁN Rajmahal Palace, Relais & Chateaux

Le suite dell'hotel Rambagh Palace, costruito nel 1835, occupano le lussuose dépendance in cui risiedeva il maharaja del Jaipur.

In Rajastan, nel nord-est dell'India, si trova l'Umaid Bhawan Palace, la sesta residenza privata più grande del mondo. Parte di questa fortezza di arenaria nello Jodhpur è un hotel della prestigiosa catena Taj Hotels. Con il suo stile "art decó", comprende dieci ettari di parco con pavoni reali, una piscina sotterranea e un museo della famiglia. Ubicato in cima a una collina, permette di godere di una splendida vista su tutta la città e sulla fortezza di Mehrangarh.

Un'altra delle proprietà del maharaja di Jodhpur è il Forte di Ahhichatragarh, detto anche Forte di Nagaur. Dopo 20 anni di restauro, l'hotel Ranvas Nagaur ha recuperato la sofisticata atmosfera che fu rifugio alle donne della famiglia reale. È diviso in 27 stanze, distribuite su dieci "havalis", edifici tradizionali del Rajastam, tutti con il proprio porticato. È anche possibile alloggiare nel Royal Tents Nagaur, un campeggio con tende di lusso, all'interno della fortezza del V secolo. Il luogo ideale per trascorrere la serata, dopo una giornata in jeep all'inseguimento di gazzelle e antilopi. Non meno impressionante è il Ramathra Fort, una cittadella di 350 anni nel distretto di Karauli. Come la famiglia del film "Marigold hotel", i discendenti del primo proprietario, il figlio del maharaja di Karauli, lo restaurarono per 15 anni prima di trasformarlo in un hotel di 110 stanze.\n

Foto: SUJÁN Rajmahal Palace, Relais & Chateaux

La suite Jackie Kennedy è arredata, come il resto dell'hotel, con quadri e mobili appartenenti alla famiglia e una vistosa carta da parati con motivi tradizionali.

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Turismo sostenibile

Le sistemazioni di lusso del Rajastan si contraddistinguono perché, come nel caso del Ravla Bhenswara o del Shahpura Bagh, i proprietari ricevono, accolgono e convivono con gli ospiti come se fossero degli invitati. Il prezzo dell'alloggio serve per mantenere l'edificio e le infrastrutture delle comunità in cui si trovano, oltre a finanziare l'educazione e gli artigiani.\n

Foto: Samode Hotels

Nel 1940, per un matrimonio della famiglia reale, fu costruita all'entrata dell'hotel Samode Haveli una rampa per elefanti.

La città rosa di Jaipur possiede alcuni degli hotel più sontuosi della regione. Sia nel Rambagh Palace che nel Suján Rajmahal Palace hanno alloggiato alte cariche mondiali, come Jacqueline Kennedy, la regina Isabella II o lo scià di Persia. Le scale di marmo, i saloni con lampadari di cristallo e le suite in cui alloggiarono, accolgono oggi ospiti meno illustri, che possono tuttavia godere dello stesso trattamento del maharaja. La permanenza nei palazzi comprende anche partite di polo, cene all'aperto, concerti di musica e safari, che danno la possibilità di sperimentare uno stile di vita oggi scomparso e sentirsi come gli ospiti di un re.\n

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Foto: Taj Hotels Resorts and Palaces

La scalinata della hall dell'Umaid Bhawan Palace fu costruita con lo stesso marmo del Taj Mahal

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Escapadas x

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Fuga

Festeggia in anteprima il capodanno a Kiribati

Èuno dei paesi meno visitati del mondo e i suoi abitanti saranno i primi a dare il benvenuto al 2017. Festeggialo con loro in un paradiso inesplorato.\n

iceve meno di 6.000 turisti l'anno e uno di questi è lo scrittore Robert Louis Stevenson. L'autore dell'Isola del Tesoro ha visitato, nel XIX secolo, una delle 33 isole coralline di questo arcipelago. Nemmeno così è diventato una meta paradisiaca di moda. Eppure gode di tutti i requisiti: spiagge di sabbia bianca, acque color turchese, un passato esotico e un futuro incerto.
 
Kiribati è un arcipelago che sta scomparendo. “Il nostro paese è 99,99977 per cento acqua” affermano dall'ufficio del turismo. Una percentuale che non smette di crescere. I suoi abitanti si impegnano attivamente contro i cambiamenti climatici perché sanno che la loro casa è in pericolo ma non si arrendono e continuano a festeggiare ogni anno come se fosse l'ultimo. E lo fanno per primi. Tre ore prima di Sidney e quasi un giorno prima di Los Angeles, con 21 ore di differenza. Ricordano in modo particolare l'ingresso nel nuovo millennio. Caroline Island, nella zona sud, è diventata Millenium Island in onore dei festeggiamenti per il raggiungimento di questa tappa importante.\n

“Il nostro paese è 99,99977 per cento acqua”

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Foto: Kiribati National Tourism Office

Solo 21 delle 33 isole sono abitate.

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Foto: Kiribati National Tourism Office /Cat Holloway

L'area protetta delle Phoenix Islands comprende 408.250 chilometri quadrati di biodiversità marina.

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Un regalo per il Capitano Cook

L'Isola di Natale, Kiritimati nella lingua locale, fu battezzata nel 1777. Così decise il famoso esploratore inglese quando sbarcò sull'atollo il 25 dicembre di quell'anno. Secoli dopo il primo hotel dell'isola gli ha restituito il favore chiamandosi "Captain Cook Hotel".\n

Con barriere coralline intatte e un'abbondante vita marina, l'arcipelago è l'ideale per praticare immersioni e snorkeling. La maggior parte delle scuole e dei tour-operator si trovano nella capitale, Tarawa, e nell'isola di Natale (Christmas Island). Pesci tropicali, grandi mammiferi e, soprattutto, colorati giardini di corallo attendono chi deciderà di avventurarsi nelle sue trasparenti acque che circondano le isole.
 
Tra le tante altre attività che è possibile praticare sull'isola emergono certamente il surf e la pesca. Quest'ultima viene praticata quasi esclusivamente sull'isola di Natale. Kiritimati, come la chiamano gli abitanti locali, è uno dei punti migliori al mondo per la pesca con la mosca e per la pesca del pesce osseo. Come ribadiscono dall'ufficio del turismo, qui "non esiste un solo cattivo giorno di pesca". L'atollo corallino più grande del mondo, con 388 chilometri quadrati, è inoltre il luogo ideale per l'osservazione degli uccelli.\n

Foto: Kiribati National Tourism Office/Chris Burkhard

La stagione di surf a Kiribati va da ottobre a marzo

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Foto: warrenjackson via Visual hunt - CC BY-NC

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La natura e le attività acquatiche sono le principali protagoniste ma un viaggio a Kiribati non può essere considerato completo senza aver passato del tempo con gli abitanti locali. Si riuniscono nella "maneaba", l'edificio più grande del paese, costruito con blocchi di corallo, legno di cocco e un tetto ricoperto di foglie. Lì si balla e si raccontano storie. Per godere appieno della sua cultura, si consiglia di recarsi sull'isola nel mese di luglio, quando hanno luogo i festeggiamenti per l'indipendenza.
 
Il turismo non è molto sviluppato, le sistemazioni sono molto semplici e comprendono esclusivamente lo stretto necessario. Perché Kiribati è una meta per chi vuole godere delle cose semplici della vita. Solo per veri viaggiatori. Vuoi essere uno dei 6.000 selezionati?\n

La battaglia di Tarawa, in cui si fronteggiarono americani e giapponesi nel novembre del 1943, ha lasciato il suo segno sull'isola. Gli appassionati di storia troveranno in questo luogo numerose reliquie della Seconda Guerra Mondiale: bunker abbandonati, resti di cannoni sulla spiaggia dell'isola di Betio e memoriali di tutti gli schieramenti.\n

Ferite di guerra

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Tuttavia possiede tante altre peculiarità: è l'unico paese del mondo situato in quattro emisferi e uno dei più remoti, praticamente nel cuore del Pacifico. La zona abitata più vicina è Hawaii, a 4.000 chilometri di distanza. Possiede l'area marina protetta più grande di questo oceano, l'area protetta delle Phoenix Islands (PIPA). Copre otto atolli e due barriere coralline sottomarine, una superficie vasta quanto la California. Con oltre 800 specie di fauna, 12 montagne sommerse e barriere coralline ancora intatte "come migliaia di anni fa", è diventata il primo luogo di Kiribati ad entrare nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.\n

Aventura x

Magazine

Avventura

"La terra ferma è solo una zona di passaggio"

Intervistiamo Enric Adrian Gener, fotografo subacqueo
Non è disposto a vivere lontano dagli oceani. Cerca di "scoprire nuovi mari" e le "culture che lo circondano". "Analizzare la relazione che noi umani abbiamo con il mare", confessa Enric Adrian Gener, che gira il mondo dedicandosi alla fotografia subacquea.
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Enric Adrian Gener era stanco della vita urbana e di lavorare in un'agenzia pubblicitaria di Madrid: "Non mi piaceva lavorare da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 19, e avere, se tutto andava bene, un mese all'anno per poter viaggiare. Mi piace che la mia vita sia un po' più disordinata". Oltretutto a questo minorchino mancava il mare. "Vivevo troppo lontano, nel mio tempo libero non potevo fare realmente quello che mi appassionava di più". Percorrere il mondo facendo fotografia subacquea è stato trovare l'equilibrio.\n

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Il fotografo, che non riesce a vivere lontano dal mare, assume nell'immagine il ruolo di modello.

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Cosa cerchi quando viaggi?
Quando penso ad una destinazione non mi interessa per niente il paese. Sono interessato al suo mare, alla sua vita, al suo clima, alle sue migrazioni. Per me il paese, quello che chiamiamo terra ferma, è solo una zona di passaggio. Cerco di scoprire nuovi paesaggi marini e mi appassiona nuotare insieme a grandi animali: balene, squali, delfini, mante... \n

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Non mangiare cose trovate per terra

Gli aneddoti dei suoi viaggi sono molti, così come gli insegnamenti. "Non mangiare cose trovate per terra" è quanto ha imparato nel Pacifico messicano dopo essere stato male per tre giorni per aver provato delle "mele verdi piccolissime" in una spiaggia. "Era molto idillico, spiaggia, albero da melo... peccato fossero velenosi i suoi frutti".\n

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La figura dell'uomo appare più come un attore non protagonista, la star è il mare.

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Quali sono le peculiarità delle tue fotografie subacquee?
I miei scatti si basano sulla natura e sull'uomo. La figura dell'uomo appare più come un attore non protagonista, la star è il mare. Questo attore secondario è però essenziale affinché il protagonista possa mostrarsi come qualcosa di importante. Come quando avvicini due oggetti, con l'obiettivo di paragonarne le dimensioni o il colore. L'essere umano, qualora voglia paragonarsi alla natura, ne uscirà sconfitto, per immensità, forza, bellezza...

Quali difficoltà hai quando fai le foto?
Il semplice fatto di essere sotto la superficie dell'acqua, senza pensare alla fotografia di per sé, è già una sfida. Laggiù hai freddo, senti la pressione, sei al buio, bagnato, sempre in movimento, non hai buona visibilità e, come se non bastasse, non puoi respirare. E a tutto ciò, aggiungici che cerco di fare foto. Tecnicamente ci sono molti elementi che complicano il lavoro, ma che possono essere utilizzati a nostro favore. Ad esempio, la scomparsa della gamma di colori in profondità, la carenza di luce, la visibilità... Ma ci sono cose stupende come l'assenza di gravità.\n

Foto: Enric Adrian Gener

Gener ha fatto in modo che la sua passione non fosse un passatempo, le ha dato "maggior protagonismo" nella sua vita.

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Foto: Enric Adrian Gener

All'interno delle sezioni del suo lavoro "27 MM", una parte è dedicata alla vita animale.

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Il fotografo precisa che il suo progetto sott'acqua "è nato libero, dalla passione e non dal lavoro. E oggigiorno continua a essere così".

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Biografia

Enric Adrian Gener è nato a Minorca (Spagna), dove ha vissuto prima di trasferirsi a Barcellona e poi a Madrid, per specializzarsi in arte e disegno. Fu lontano dal suo Mar Mediterraneo che iniziò a relazionarsi con la fotografia, che pochi anni dopo avrebbe unito con la sua più grande passione: il mare. Le sue foto subacquee sono raggruppate nel progetto '27MM'.\n

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Top 6A x

MAGAZINE

TOP 6A

I monasteri più inaccessibili

La devozione religiosa ha fatto innalzare santuari nei luoghi più reconditi del pianeta. Riuscire a raggiungere questi templi è quasi un miracolo... non farlo è un peccato.

Tempio Xuankong (Shanxi, Cina)

È l'unico monastero in cui sono presenti le tre religioni praticate in Cina: Confucianesimo, Buddismo e Taoismo. Fu costruito 1500 anni fa tra le rocce, per metterlo al riparo di pioggia e neve.

Sigiriya (Matale, Sri Lanka)

Concepito come un palazzo fortificato, divenne presto un monastero buddista. Si alza sull'imponente "Montagna del Leone" e il suo ingresso è controllato da due enormi zampe.

Katskhi Pillar (Katskhi, Georgia)

Questa piccola chiesa corona un crinale alto 30 metri. Al suo interno vive un monaco eremita, il quale accoglie i visitatori, esclusivamente di sesso maschile, che non hanno paura salire le sue scale precarie.

Monasteri di Meteora (Meteora, Grecia)

Gli eremiti credevano che pregare in un luogo più elevato li avvicinasse maggiormente agli Dei. Tra il XII e il XIII secolo, abbandonarono le loro grotte solitarie per creare 24 monasteri. Oggi ne rimangono attivi solo sei.

Taktsang Dzong (Paro, Butan)

Fu costruita vicino alla grotta in cui il Guru Padmasambhava meditò per tre anni, tre mesi, tre settimane, tre giorni e tre ore, prima di introdurre il buddismo in Butan nell'VIII secolo.

Monastero Taung Kalat (Bagan, Myanmar)

Dopo aver superato i 777 gradini che salgono verso la pagoda, è necessario pregare perché il vulcano Popa, sul quale riposa il monastero, non decida di svegliarsi dal letargo.

Tre religioni nello stesso tempio

Da palazzo a monastero

Non per tutti

I più vicini agli Dei

La porta del buddismo

Liturgia sul vulcano

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Travelbeats

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Foto: Adrià Goula

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Il bar più bello del mondo

Il cocktail-bar Blue Wave, sulla nuova marina di Barcellona, è il vincitore degli ultimi "Restaurant & Bar Design Awards". Il suo segreto? Sfruttare e potenziare la location vicino al mare.
"Ti carica di energia positiva". In questo modo i giudici dei "Restaurant & Bar Design Awards" hanno descritto questo spazio bianco e azzurro con vista sul porto di Barcellona. Il cocktail-bar Blue Wave, oggi OnceOcean Bar, ha vinto il premio di miglior progetto di design durante l'ultima edizione di questo prestigioso riconoscimento. Dietro ai giochi di luce della sua facciata e ai mosaici azzurri del bancone si trova "El Equipo Creativo". Il suo obiettivo era quello di accentuare la sua eccezionale location, nella nuova marina OneOcean Club Port Vell, e per questo hanno cercato un ambiente marino. Ricrea un'onda che avvolge i clienti intenti a degustare i cocktail del suo esclusivo menù.\n

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Volo verso il cielo di Brighton

"Una banchina verticale per camminare sul cielo". Così David Marks definisce la sua nuova creazione. Il suo studio, il Marks Barfield Architects (gli stessi creatori del London Eye), è stato incaricato di erigere una possibile futura icona di Brighton. La British Airways i360, con i suoi 162 metri di altezza e 3,9 metri di diametro, è la torre d'osservazione in movimento più alta e stretta del mondo.  Di aspetto futurista, permette di contemplare dalla sua piattaforma di vetro, dieci volte più larga di una cabina del London Eye, la costa sud dell'Inghilterra per un tratto di 40 chilometri. I "voli" verso il cielo di Brighton partono ogni mezz'ora per una durata di circa 25 minuti ognuno.
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Festeggia il Natale a Hogwarts

La Sala Grande si veste di gala per ricevere gli invitati alla cena di Natale di Hogwarts. Gli studios della Warner Bros di Londra hanno deciso di ripetere il successo dell'anno scorso. Gli invitati gusteranno un cocktail e alcuni canapè di benvenuto per passare successivamente al salone principale, arredato proprio come nei film di Harry Potter. Lì troveranno una bacchetta magica e un abbondante banchetto, proprio come quelli descritti nei libri di J.K.Rowling. Alla cena seguirà un tour per gli studios, compresa la sala comune di Grifondoro e il Binario 9 ¾ dove verrà servito il dolce. In ultimo, burrobirra e musica per ballare fino a tarda notte. Buon (magico) Natale!\n

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Lo scivolo preferito di Los Angeles

Un uomo impiega quattro secondi per scendere da un piano all'altro (dal 70° al 69°) dell'edificio più alto di Los Angeles. Niente di strano se non fosse che il tutto avviene fuori dall'edificio, sopra a un tappeto grigio e scivolando su uno scivolo trasparente. Lo Skyslide si trova sulla US Bank Tower ed è l'attrazione più emozionante del OUE Skyspace, una piattaforma panoramica con una vista di 360° sulla città. 300 metri di altezza e tre centimetri scarsi di vetro separano questo "bruco di cristallo" dal suolo. Tuttavia, potrebbero "appendersi ad esso anche due balene azzurre e non si muoverebbe di un millimetro", afferma John Gamboa, vicepresidente del OUE. Al prezzo di 25 dollari è possibile effettuare la discesa, prezzo che comprende anche la visita alla piattaforma panoramica... sempre che non soffriate di vertigini.\n

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Dormire tra i libri

Il paradiso dei bibliofili esiste e si trova a Tokyo. L'hotel Book and Bed è un’abitazione e al tempo stesso una biblioteca. Oltre 3000 opere riempiono i suoi scaffali, tra i quali è possibile dormire. Dispone di 30 stanze con servizi comuni e prevede due tipi di sistemazioni: Bookshelf, che consiste nel dormire all'interno di una libreria, in un piccola cameretta di circa 120-200 cm. e Bunk, a forma di cuccetta. Qui non promettono soffici cuscini, materassi comodi o coperte in piuma, ma un momento di felicità: conciliare il sonno con un libro tra le mani. E se non ti piace leggere è perché, come direbbe J. K. Rowling, "non hai trovato il libro giusto". È la tua opportunità.\n

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