Ampliamo gli orizzonti e scopriamo le migliori destinazioni di viaggio con Magazine 6A, la nostra rivista digitale mensile. Un nuovo canale, disponibile in 14 edizioni e 11 lingue, per continuare a nutrire la tua voglia di conoscere il mondo. Mettiti comodo e seguici in questa avventura.

Anteriore

Numero 5

Settembre 2016

Bali

Bali

L'isola degli dei

“L’isola di Skye è uno dei migliori posti del mondo per andare in bici”

Avventura

Shibuya per "shopaholics"

Weekenders

Isole Cayman, non solo per milionari

Vacanze

Sommario

Magazine

sommario

sommario

Numero 5

Bali

L'isola degli dei

Bali invita immergersi nelle sue acque, a ballare mascherati fino all'alba, a vagare nella giungla, tra i vulcani o a meditare in un tempio, su una scogliera.

COK RATIH

"L'arte non si può separare dalla vita"

Membro della famiglia reale balinese, Cok Raith ci ha aperto le porte della sua casa per mostrarci il complesso mondo culturale e spirituale di questo paradiso terrestre.

Avventura

“L’isola di Skye è uno dei migliori posti del mondo per andare in bici”

Intervistiamo Danny MacAskill, "rider" di "street trial" e stella di Youtube.

Weekenders

Shibuya per "shopaholics"

Se ami i "giocattoli" tecnologici, fare tendenza ed essere un "freaky" del manga, Tokio è la tua patria. A Shibuya vedrai l'incrocio più transitato del mondo e le zone commerciali più sconvolgenti.

Io e te

Il lusso più selvaggio dell'Africa

Sfidano i tradizionali "cinque grandi" della savana: il leone, il ghepardo, l'elefante, il rinoceronte e il bufalo. Sono i migliori cinque "lodges" o "sistemazioni di lusso" dell’Africa.

Vacanze

Isole Cayman, non solo per milionari

Perché andare alle isole Cayman, senza dover necessariamente aprire un conto in banca? Nel quinto centro finanziario del mondo non viene custodito solo vil denaro.

Cultura

Chaplin’s World: Il rifugio svizzero del vagabondo

Inaugurato il primo museo dedicato a Charles Chaplin, una delle figure più influenti della storia del cinema, nella sua residenza sul lago di Ginevra, in Svizzera.

Top 6a

Londra contro il minimalismo

La parola semplicità non riesce a entrare nel suo vocabolario. Dì addio alla sobrietà, in questi bar e ristoranti l'importante è esagerare.

Travelfancy

Qui ti aspettano gli alberghi e i ristorante alla moda, y grandi magazzini più esplosivi, le nuove aperture luoghi pini del pianeta

Piu recente

Stai per fare un viaggio? Prima di chiudere la valigia, controlla di non aver dimenticato i nostri imprescindiblili

Squadra

Il contenuto di questa pubblicazione digitale (www.passenger6a.com) è stato fornito da CENTRO DE INFORMACIÓN TURÍSTICA FEED BACK S.L., con domicilio in C/ Santiago Bernabeu, 10, 3º - B, Madrid 28036 e numero di P. IVA B-82065137 (di seguito, “TRAVELVIEW”). 

TRAVELVIEW è titolare di tutti i Contenuti della pubblicazione digitale, in particolare, delle immagini, dei video, degli articoli e dei contenuti editoriali relativi a diverse Informazioni Turistiche.

TRAVELVIEW ha elaborato i Contenuti della pubblicazione digitale, in particolare, le immagini, i video, gli articoli e i contenuti editoriali relativi a diverse Informazioni Turistiche, a titolo meramente informativo, pertanto saranno gli Utenti i responsabili dell'accesso a tali informazioni e di soddisfare i requisiti per realizzare qualsiasi tipo di viaggio (in merito a passaporto, visto, vaccini, ecc.).

TUI Spain S.L.U, società con sede in Calle Mesena, 22, 2º Derecha, 28033 - Madrid (Spagna), è il cessionario esclusivo di tali Contenuti.

Pertanto, è permessa la visualizzazione e il download dei Contenuti della pubblicazione digitale esclusivamente per uso personale e non commerciale. In nessun caso gli Utenti potranno trasferire tali Contenuti a terze persone o entità. Allo stesso modo, è espressamente vietato copiare, distribuire, modificare, riprodurre, trasmettere, pubblicare, cedere o vendere i Contenuti della pubblicazione digitale, così come creare nuovi prodotti o servizi derivati ​​da questi ultimi.\n

El Contenido de la presente publicación digital (www.passenger6a.com) ha sido proporcionado por CENTRO DE INFORMACIÓN TURÍSTICA FEED BACK S.L., con domicilio en C/ Santiago Bernabeu, 10, 3º - B, Madrid 28036 y CIF B-82065137 (en adelante, “TRAVELVIEW”). TRAVELVIEW es el titular de todo el Contenido de la publicación digital, en particular, imágenes, videos, artículos y contenidos editoriales de Información Turística variada. TRAVELVIEW ha elaborado el Contenido de la publicación digital, en particular, imágenes, videos, artículos y contenidos editoriales de Información Turística variada, a título meramente informativo, siendo responsables los Usuarios de informarse y cumplir con los requisitos necesarios para realizar cualquier viaje (en cuanto a pasaporte, visado, vacunas, etc.). TUI Spain S.L.U, sociedad domiciliada en la Calle Mesena, 22, 2º Derecha, 28033 – Madrid (España), es el cesionario en exclusiva de dicho Contenido. Por ello, solamente se encuentra permitida la visualización y carga para uso personal y no comercial del Contenido de la publicación digital. En ningún caso, los Usuarios podrán transferir dicho Contenido a terceras personas o entidades. Igualmente, se encuentra expresamente prohibido copiar, distribuir, modificar, reproducir, trasmitir, publicar, ceder o vender el Contenido alojado en la publicación digital, así como crear nuevos productos o servicios derivados del Contenido de la publicación digital.

Javier García

Direttore Editoriale

Jorge Martín

CMO

Pablo Olmos Adamowich

Direttore Creativo

Carmen Ovalle

Caporedattrice

Lucía Martín

Redattrice

Guadalupe Rodríguez

Redattrice

Amanda Franco

Redattrice

Erika González

Redattrice

Elena Arranz

Redattrice

Patricia Gardeu

Redattrice

Alejandra Abad

Redattrice

Carmen Domenech

Account Manager

Clara Gil

Account Manager

Nuria Cabot

Marketing Manager

Ana García

International Strategy Manager

Aurelio Cabra

Community Manager

José António Alves

Editore dei Contenuti Internazionali

Cova García

Designer

Álvaro Calleja

Direttore Tecnico

Santiago García

Direttore di Sviluppo

Roberto González

Programmatore

Sergio Cieza

Programmatore

Natalia García

Programmatore

Carlos Luján

Foto Editor

Beatriz Iznaola

Account Manager

Laura García

Account Manager

Destinazioni - Bali

Magazine

DESTINAZIONI

Bali

L'isola degli dei

TESTO

Marta San Vicente

FOTO

Juan Rayos

VIDEO

Juan Rayos

Bali invita immergersi nelle sue acque, a ballare mascherati fino all'alba, a vagare nella giungla, tra i vulcani o a meditare in un tempio, su una scogliera. \n

O

gni mattina Alit si sporge dalla sua barca e fa cadere in mare una piccola offerta galleggiante, fatta di foglie di banano intrecciate, che racchiudono riso, incenso, fiori o dolci. Con gli occhi chiusi, disegna dei movimenti ipnotici con le mani, mentre parla all'aria. \n

Tutti i balinesi preparano offerte ogni giorno, con estrema attenzione, per onorare le proprie divinità.

"Lo faccio per me, ma anche per voi. Penso che vedremo molti pesci oggi", ci dice, mentre osserva la sua offerta allontanarsi cullata dalle onde. "Vi porterò in un posto che non dimenticherete mai". Oggi, Alit è il nostro capitano. Ci mostra gli angoli sottomarini che preferisce, nelle coste di Nusa Penida, una piccola isola a 35 minuti da Bali famosa tra gli amanti dello snorkeling. Si dice che recarsi lì sia come un viaggio nel tempo che fa scoprire la Bali di decenni fa, prima che il turismo la facesse diventare una destinazione per lune di miele o ritiri spirituali. \n

\n

Come Alit, tutti i balinesi preparano ogni giorno le proprie offerte con estrema attenzione, per onorare gli dei, depositandole ovunque. Questo gesto quotidiano è anche un rito quasi artistico, che racchiude l'essenza dello spirito balinese. "È un gesto semplice, come dare e ricevere", dice il giovane pescatore.
Il motivo per cui a Bali si respira tanta felicità risiede nella dottrina induista Tri Hita Karana, che significa letteralmente "tre modi di ottenere benessere fisico e spirituale". Questa filosofia, adottata dalla maggior parte dei balinesi, spinge a cercare la felicità attraverso una triplice armonia: con le altre persone, con la natura e con gli dei. Probabilmente è questo che spiega il perenne sorriso dei balinesi.\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

Un tempio buddista sottomarino

Bali è situata nel Triangolo del Corallo del Pacifico, una zona che possiede la maggiore biodiversità di specie sottomarine del mondo, sette volte superiore a quella dei Caraibi. I luoghi più famosi per praticare immersioni subacquee sono le isole di Nusa Penida e Nusa Lembongan, a est, insieme all'isola di Menjangan, a ovest. "Quando ti immergi tra i coralli, scoprendo pesci dai mille colori e forme, o quando trattieni il respiro per arrivare al tempio buddista sottomarino, costruito negli anni 50, non vorrai fare più altro", spiega Andrew, biologo marino e istruttore subacqueo. \n

A differenza del resto degli indonesiani, che sono principalmente musulmani, il 90% dei balinesi pratica l'induismo, incorporando però, da secoli, credenze buddiste, animiste e ancestrali. Questo sincretismo religioso, unito al carattere sostenibile e comunitario, fa sì che a Bali ci sia sempre qualcosa da festeggiare. Si stima che la città abbia ben 20.000 templi per soli quattro milioni di abitanti. Il caos che si vive per le strade, nei templi si trasforma in ordine. Conservare l'armonia tra il bene e il male è la priorità delle cerimonie che vi hanno luogo. Il tempio madre Besakih o l'iconico Tanah Lot, situato sulle sponde del mare, sono i più venerati.\n

I balinesi hanno un rapporto quotidiano con la cultura e le arti. È qualcosa di divino. "Quando balliamo per un pubblico, in realtà lo facciamo per gli dei. È un'espressione di rispetto e creatività", dice la ballerina Cok Ratih. Secondo Ratih, la cultura tradizionale sopravvive perché è capace di integrare attentamente le radici con nuove storie e tecniche, provenienti da altri luoghi. I balli rappresentano le storie del "Mahabharata" indiano. Vengono messe in scena opere teatrali ispirate alle ombre cinesi e le maschere ricordano l'estetica giapponese. Negli anni 30 l'artista messicano Miguel Covarrubias profetizzò la scomparsa della cultura balinese e passò un periodo sull'isola, per immortalarla in fotografie e disegni. Le tradizioni, però, continuano a essere coltivate. Addirittura i giovani preferiscono entrare in un'orchestra gamelan, che giocare in una squadra di calcio.
 
Nella cosiddetta isola degli dei persino il paesaggio naturale ha una dimensione quasi divina. Anche la natura è oggetto di festeggiamenti e offerte. Enormi alberi ancestrali fanno la guardia ai templi, i vulcani sono la casa di spiriti e dei, che proteggono l'isola, e l'acqua, sia dei fiumi che del mare, è fonte di vitalità e purificazione. \n

Giocando con gli dei del mare

Il surf è una delle attività che attrae più turisti stranieri. Dominare le onde è come una battaglia, è come giocare con gli dei del mare, che i balinesi rispettano molto. "Oggi c'è molta gente, qui le onde non sono pericolose. Ma al sud, a Uluwatu... è tutta un'altra storia", assicura un istruttore di surf nella spiaggia di Canggu. Si riferisce al luogo in cui negli anni settanta il surfista Gerry Lopez scoprì una delle onde più leggendarie del mondo, cosa che trasformò questa zona nella meta preferito dagli australiani.\n

\n

Le sette cascate di Sekumpul, che raggiungono gli 80 metri d'altezza, cadono con forza soprannaturale sui bagnanti. Si trovano in una delle zone più selvagge e tropicali del nord dell'isola, nella valle di Singaraja. Qui si vede tutto il contrasto con l'ordinato paesaggio della zona centrale di Bali e i suoi 19.500 ettari di risaie a terrazza. L'UNESCO l’ha riconosciuta Patrimonio dell'Umanità, grazie al particolare sistema di irrigazione, denominato "subak", che distribuisce l'acqua in modo uniforme per tutta l'isola.
 
A Bali tutto acquisisce un senso di comunità: la cerimonia di cremazione, caratterizzata dalle enormi torri funerarie, ne è un esempio perfetto. Mentre ardeva nelle fiamme l'adornata figura di un toro, con il corpo del defunto al suo interno, il nipote del deceduto ci ha raccontato che per familiari e amici questi rituali sono come delle feste. "Tutto ciò allontana gli spiriti cattivi e aiuta l'anima a trovare il buon cammino". Qui la vita è intesa come un ciclo nel tempo presente.
 
"Non mi ero accorto che qui tutti sorridono, finché non ho trascorso un periodo all'estero", confessa Ketut Siandana, architetto e responsabile dell'hotel NusaBay Menjangan. "Perciò mi piace che tutti portino via il ricordo del sentimento di unione e armonia che c’è a Bali e che si trasmette in molti modi".
 \n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

Intervista - Cok Ratih

Magazine

Intervista

"L'arte non si può separare dalla vita"

MESE PASSEGGERI

COK RATIH

Membro della famiglia reale balinese, Cok Raith ci ha aperto le porte della sua casa per mostrarci il complesso mondo culturale e spirituale di questo paradiso terrestre.  \n

Perché sei diventata una ballerina?\n

Ho ereditato la tradizione della mia famiglia. Iniziai a ballare all'età di sei anni. Mi insegnò mio nonno, l'ultimo re della casa reale di Peliatan. La danza fa parte del mio corpo, è un linguaggio e mi aiuta a mantere la salute. Ballo ancora in pubblico, sia per spettacoli che in cerimonie nei templi. Inoltre insegno danza a giovani ragazze, tra le quali mia figlia che rappresenta la quarta generazione di ballerini nella mia famiglia. \n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

Qual è il tempio più importante da visitare? \n

Tutti dovrebbero andare a pregare a Besakih. Si dice che tutti i balinesi, quando muoiono, facciano tappa lì. Per questo è così importante. \n

Che luogo consigli a una coppia di innamorati?\n

Qualsiasi posto è speciale per gli innamorati. Se si vuole alloggiare sulla spiaggia ci sono moltissimi hotel, che offrono sistemazioni in una romantica villa. Si può scegliere anche Ubud, o le risaie, o dormire nelle valli, che sono molto tranquille e ci sono case per coppie che vogliono nascondersi dal mondo. Ce ne sono tantissimi di posti!\n

\n

\n

Qual è l'aspetto più importante della danza balinese che cerchi di trasmettere ai tuoi alunni?\n

La base della danza balinese è il "Legong", una storia del "Mahabharata" indiano. Ha molti movimenti, per questo il punto da cui iniziano le ragazze per imparare a ballare. Dopo averla imparata, possono ballare qualsiasi cosa. Alcune danze balinesi sono fatte per essere viste da vicino, perché includono espressioni del viso molto specifiche. L'intenzione è quella di ipnotizzare gli spettatori, fargli sentire quello che stai provando, per condividere con loro il significato della danza. È qualcosa che non si può insegnare direttamente alle bambine. L'apprendimento matura con l'età, insieme al corpo, fino a quando riesci a capire realmente la danza. Quando si trasforma in una parte di te, allora vuol dire che sei diventata una ballerina.\n

Che importanza ha l'arte per i balinesi?\n

L'arte può essere una professione ma è anche parte della vita cerimoniale. La danza, la musica e le offerte sono un tutt'uno, non le abbiamo mai separate. Se i turisti non fossero venuti a Bali staremmo ancora ballando e intagliando i nostri templi, nel migliore dei modi. L'arte è parte della nostra vita quotidiana.\n

Oltre a ballare, hai creato una marca di cosmetici tradizionali e svolgi la professione di guida per ritiri spirituali. Perché credi che così tante persone scelgano Bali per questo?\n

La maggior parte viene qui perché sente l’invito a pregare. Per me Bali è un luogo molto significativo. Adoro viaggiare per il mondo, ma quando torno a casa apprezzo la sensazione di essere di nuovo nella mia isola. Gli stranieri comprendono la nostra religione e la nostra vita quotidiana grazie alla nostra spontaneità, in altri paesi questo non succede.\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

Ci sono alternative per gli appassionati di sport di avventura, oltre a godersi delle sue spettacolari spiagge?\n

Sono molti gli sport che si possono praticare: immersioni, rafting, montare a cavallo, scalate di montagna... Se sali sul monte Batur per vedere l'alba puoi immergerti nelle terme naturali e poi andare in bici fino alle risaie. Gli occidentali vengono qui anche per fare surf, ma noi balinesi restiamo a guardare. I nostri antenati non sapevano nuotare. Io stessa non so nuotare! Ora ci sono molte piscine e i bambini imparano. Ma il surf è un'attività nuova per noi, anche se è molto emozionante. Ci sono onde molto grandi a Bali, specialmente nel sud e a ovest. \n

Come definiresti l'identità del popolo balinese e della sua terra?\n

A Bali sono tutti benvenuti, tutti sorridono. La nostra casa è sempre aperta, ma chiediamo che venga rispettata la nostra cultura. Diciamo sempre che bisogna dare e ricevere, solo così possiamo essere uguali. Credo che sia per questo che le persone vengono a Bali, per la nostra gentilezza. \n

Avventura

Magazine

Avventura

“L’isola di Skye è uno dei migliori posti del mondo per andare in bici”

Intervistiamo Danny MacAskill, "rider" di "street trial" e stella di Youtube.
Ha oltre 200 milioni di visualizzazioni su Youtube. Non importa se dall'alto di un precipizio, per le strade della sua Dunvegan o in uno scenario immaginato da lui stesso... le sue piroette su due ruote sono uno spettacolo.\n

P

er Danny MacAskill, il successo è iniziato nel 2009, dopo aver registrato un video a Edimburgo con alcuni dei suoi trick. Ci ha montato sopra un pezzo dei Band of Horses ed è andato a letto. La mattina seguente, in Inspired Bycicles, erano già migliaia le persone che avevano visto come riusciva a mantenersi in equilibrio su una recinzione, o i suoi salti dalle scale. Da quel momento, National Geographic lo ha nominato Avventuriero dell'anno, è apparso sul New York Times e ha portato la torcia olimpica attraverso Glasgow.\n

\n

Foto: © Red Bull Media House

\n

Una mattina ti sei alzato e migliaia di persone avevano visto uno dei tuoi video. Avevi 23 anni. Come è cambiata la tua vita da allora?

Il mio punto di vista sull'andare in bici è cambiato. Prima del video, nell'aprile del 2009, volevo solo salire in bici e imparare nuovi trick ma, da allora, vedo la bici dal punto di vista di un cineasta.\n

\n

Biografia

Danny MacAskill è un "rider" professionista di "street trial". E' nato nell'Isola di Skye, in Scozia, dove ha iniziato ad esercitarsi con la sua bicicletta. A 23 anni, uno dei suoi video è diventato virale a tal punto da lanciarlo ai vertici dello "street trial". Ora organizza spettacoli e ha partecipato a pubblicità e produzioni di Hollywood come stuntman.\n

\n

\n

\n

\n

\n

Vedo la bici dal punto di vista di un cineasta.

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

Quando hai iniziato ad interessarti allo "street trial"?

Sono rimasto ossessionato dalle bici già dalla prima volta che, a quattro anni, ho messo piede su un pedale. Ho iniziato a salire sulle biciclette da trial intorno agli undici anni, anche se avevo già iniziato a fare derapate e salti dalle pareti con la mia prima bici. Ero un bambino piuttosto iperattivo e intrepido, ero solito uscire per strada e fare la prima cosa che mi passava per la mente (che quasi sempre finiva in lacrime). A otto o nove anni, il fratello di un mio amico e la sua combriccola iniziarono ad andare in "mountain bike". Io ero il tipico bambino piccolo che li seguiva ovunque copiando qualsiasi cosa facessero.

Quante ore bisogna allenarsi per passare da dilettanti a "rider" professionisti?

Sono sempre andato in bici per divertimento e non ho mai pensato di diventare professionista. Per me andare in bici è come per altri giocare a calcio o andare i fine settimana in montagna. Quando non sono infortunato, vado in bici due o tre volte al giorno, tutti i giorni della settimana. Non l'ho mai visto però come un allenamento.

Ora sei impegnato in un tour chiamato "Drop&Roll tour"

Drop&Roll consiste nel riunire i migliori "riders" di "street trial" del mondo, per farli esibire all'interno di un contesto artístico, creato appositamente per lo scopo. Duncan Shaw, Ali C, Fabio Wibmer ed io, viaggeremo per l'Europa e per il resto del mondo con il nostro show.

Qual è il tuo luogo preferito per andare in bici?

La mia terra, senza dubbio. L'isola di Skye è uno dei migliori posti del mondo per andare in bici.\n

Foto: © Red Bull Media House

Il suo video ‘The Ridge’ ha oltre 41 milioni di visualizzazioni su Youtube.

\n

Foto: © Red Bull Media House

Martyn Ashton e Martin Hayes furono le sue principali fonti d'ispirazione da bambino.

\n

\n

\n

La tua terra, la Scozia, è stato lo scenario di molti dei tuoi video più famosi, come "Way Back home", a Dunvegan, o "The Ridge", sulla costa dell'Isola di Skye.

"The Ridge" era una cosa che volevo fare da anni. Da giovane mi piaceva osservare i monti Cuillin e mi immaginavo andarei in bici lassù. Registrare quel video è stato molto divertente e allo stesso tempo ha rappresentato uno dei progetti più difficili ed esigenti ai quali ho lavorato. Per me era comunque un atto d'amore, perché sono orgoglioso di Skye, della mia casa.

Un luogo che vorresti visitare su due ruote?

Mi piacerebbe, un giorno, andare in Giappone. L'altro ieri stavo guardando la luna e ho pensato dentro di me che sarebbe un bel posto per fare un video...

Dacci un'anticipazione sulla tua prossima avventura... E' forse un progetto creativo come 'Imaginate’?

Questo è tutto ciò a cui penso: nuovi trick e nuovi posti per registrare altri video. Il problema è che non ho tempo per farli tutti. Mi piacerebbe lavorare a un cortometraggio, per allentare un po' la pressione che mi impongo nel portare i miei progetti a livelli sempre superiori. Inoltre, quest'anno saremo in tour con Drop&Roll per cui... tenete d'occhio i nostri prossimi show.\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

Foto: © Red Bull Media House

Zurigo è una delle città in cui è passato il Drop&Roll Tour.

\n

Drop&Roll Tour nella tua città

Come vere e proprie stelle del rock, anche i migliori "riders" di "street trial" vanno in tour. Sono già passati per Sheffield, Città del Capo, Barcellona, Amburgo e Zurigo. Visita il suo sito web per vedere gli ultimi trick e informarti sui prossimi show.\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

\n

Weekenders

Magazine

Weekenders

Shibuya per "shopaholics"

Se ami i "giocattoli" tecnologici, fare tendenza ed essere un "freaky" del manga, Tokio è la tua patria. A Shibuya vedrai l'incrocio più transitato del mondo e le zone commerciali più sconvolgenti.\n

\n

La prima cosa che visiterebbe Richard Gere

Imperdibile per gli amanti degli animali è la statua del cane Hachiko. La zona è conosciuta per il suo nome, perché fu il luogo in cui l'animale aspettò per dieci anni che il defunto padrone tornasse da lui.\n

S

e sei antropofobico, scappa. I giapponesi chiamano “taijin kyofusho” questa specie di rifiuto al contatto sociale. Non ci sorprende sapere che l’origine di questa sensazione è nata a a Tokio, in un luogo che i giapponesi indicano come “Scramble Kousaten”. Il suo nome, che significa lotta o fuga, non è casuale. Si tratta di un incrocio con uno stop sincronizzato, dove succede che, allo scattare del rosso per le auto, i pedoni lo travolgano, attraversandolo in tutte le direzioni. Si trova a Shibuya, davanti alla stazione con lo stesso nome, ed è l’incrocio più transitato del mondo. Se invece di misantropo ti consideri socievole, stravagante, folle, avanguardista e moderno fino all’eccesso, allora Tokio è il posto per te.  Attraversando l’incrocio di Shibuya, ti sentirai il re della pista. Una pista formata da cinque strisce pedonali che arrivano a far attraversare, nello stesso istante, più di 1.000 persone.

 \n

“Se è stato inventato, si trova qui”. È questa la filosofia di Shibuya. Le strade dei dintorni, Bunkamura-dori e Dogenzaka, offrono un turismo di “shopping” su vasta scala: decine di complessi commerciali dove può sembrare riduttivo dire che si vendono le ultime tendenze. Loft, Tokyu Hands, Marui o Seibu sono solo alcune delle firme presenti a Shibuya. Ci sono zone concentrate su altri settori. Shinjuku per le nuove tecnologie, Ginza per il lusso e Sugamo per i mercatini. Ma è Shibuya la zona di riferimento per gli “shopaholics” di moda e accessori.\n

Foto: Tooykrub / Shutterstock.com

"Hachiko, il tuo migliore amico" è il film interpretato da Richard Gere su questo cagnolino di razza akita.

\n

\n

Tokio è disinvoltura e immaginazione: dalle ragazze "kawaii" alle stravaganti "visual kei".

\n

Foto: Sean Pavone / Shutterstock.com

Dalla terrazza dello Sturckback si può osservare lo spettacolo dei passanti.

\n

Se si è alla ricerca di attività indipendenti e negozi di abiti antichi, bisogna fermarsi a Ura-Harajuku e Cat Street, dove si trovano i designer più moderni. Una dose di extra lusso si trova vicino agli alberi Zelkova, nella strada Omotesando. Proprio lì è situato anche il centro commerciale Omotesando Hills. Come luogo di culto, la migliore opzione è Shibuya 109, proprio nell’assurdo incrocio menzionato in precedenza. Dieci piani dove darsi al consumismo selvaggio.

Per una sosta durante gli acquisti, la zona offre vari ristoranti e i cosiddetti hotel dell’amore. Sono alternativi alloggi economici per amanti focosi, attratti dai locali più strambi, con neon di un rosso intenso, con vasche idromassaggio e letti vibranti.

Il futuro di Shibuya è già scritto. Si stanno sviluppando contemporaneamente quattro progetti, destinati a rendere ancora più attiva la zona. L’idea è quella di iniziare nel 2018 e terminare nel 2027. Modifiche relative al trasporto, al rafforzamento della competitività internazionale e al miglioramento delle infrastrutture. Sono questi i punti di partenza. “Può sembrare presuntuoso” ammette il sindaco Ken Hasebe: l’obiettivo è che la gente pensi al quartiere di Shibuya come a un quartiere di Londra, Parigi o New York.\n

\n

\n

\n

"Se è stato inventato, si trova qui". È questa la filosofia di Shibuya

\n

\n

\n

\n

Come essere una ragazza "kawaii"

A Tokio è difficile scegliere uno stile, ma uno dei più seguiti consiste nell'essere una ragazza "kawaii". In pratica, vestirsi come una bambina: molti colori, molto rosa e molto Hello Kitty. E sempre armate di peluche o di un tamagochi. Non importa l'età. Questa è Tokio.\n

Io e te

Magazine

Io e te

Il lusso più selvaggio dell'Africa

Sfidano i tradizionali "cinque grandi" della savana: il leone, il ghepardo, l'elefante, il rinoceronte e il bufalo. Sono i migliori cinque "lodges" o "sistemazioni di lusso" dell’Africa.\n

L’Africa meridionale, posto selvaggio in cui si trovano i “lodges” più lussuosi del mondo, è anche la destinazione perfetta per coppie avventurose. Un safari non sempre contrasta con il comfort. Immergere i piedi nella “infinity pool” del Faru Faru Lodge, in Tanzania; gustare in mezzo alla natura una cena che meriterebbe una stella Michelin, e dormire in un comodo letto, sotto una tenda da campeggio più grande di un apartamento. Sono questi i modi migliori di terminare la giornata dopo aver percorso la savana in jeep. Scopriamo i “lodges” perfetti per godersi l’avventura di giorno e l’intimità della natura più remota e selvaggia di notte.\n

\n

 1.  La casa dei Cinque Grandi – Mombo Camp – Riserva di Moremi, Botswana

Mombo Camp combina l’esclusività delle sue stanze con un’ubicazione imbattibile, all’interno della riserva naturale di Moremi. Circondata da vari fiumi, vanta di essere una delle migliori riserve dell’Africa per la caccia di leoni, ghepardi e cane selvaggio africano, in pericolo d’estinzione.\n

Scopriamo i "lodges" perfetti per godersi l'avventura di giorno e l'intimità della natura più remota e selvaggia di notte.

2. Un storia di un’altra epoca – Sabora Tented Camp e Sasakwa Lodge – Riserva di Singita Grumeti, Tanzania

La riserva di Singita Grumeti fu creata nel 1994 per proteggere la rotta della Grande Migrazione verso il Masai Mara. Più di due milioni di gnu, zebre e gazzelle vi si spostano ogni anno. Uno dei “lodges” più esclusivi che si trova all’interno delle riserva è il Sabora Tented Camp, ispirato alle tende da campeggio degli esploratori degli anni 20. Un’altra delle opzioni, il Sasakwa Lodge, offre una cena privata nel mezzo alla natura, dopo aver terminato il safari in 4×4.\n

Foto: Singita Sasakwa

Vasca da bagno sotto le stelle nella suite Lourenco Marques del Selati Camp.

\n

Foto: Singita Faru Faru Lodge

\n

3.  Fascino coloniale – Sabi Sabi Selati Camp – Parco Nazionale Kruge – Sudafrica

Il Selati Camp è perfetto per gli amanti del safari. Situato nel meandro del fiume Msuthlu, circondato da alberi giganti, è il punto di partenza per rotte a piedi o in Land Rover. Nella zona vivono più di 200 specie di mammiferi e oltre 300 uccelli da scoprire. Una vasca da bagno esterna in ogni suite garantisce il relax alla fine della giornata, circondati dal bagliore delle lampade a olio e delle stelle.\n

Safari in mongolfiera

La mongolfiera prende il volo all'alba per mostrarci il Serengueti dall'alto. Dopo il volo di un'ora e mezza che ci permette di avvistare gnu, zebre, leoni ed elefanti, l'atterraggio è accompagnato da un brindisi con champagne e un "English breakfast" prima di tornare al campeggio. Quasi tutti i "lodges" di lusso offrono questa esperienza.\n

Foto: Tangarire Tree Tops

Le sistemazioni del Tangarire Tree Tops sono le più grandi tra i "lodges" dell'Africa orientale, con 65 metri quadrati

\n

4. Ritorno all’infanzia – Tangarire Tree Tops – Tangarire National Park – Tanzania

Situato all’interno del sesto parco nazionale più grande della Tanzania, il Tangarire Tree Tops è un hotel circondato da elefanti e baobab. Le stanze vennero costruite a vari metri dal suolo e offrono magnifiche vedute sulle cime degli alberi. Tra i suoi servizi esclusivi, offre un tour notturno in auto o una cena con una tribù masai.

5. Il centro vitale della savana – Elephant Pepper Camp – Mara North Conservacy – Kenya

A nord della riserva naturale di Masai Mara, in Kenya, si trova Mara North Conservacy, un’area privata di oltre 30.000 ettari. È una parte essenziale dell’ecosistema della riserva, dove abitano specie in pericolo come il rinoceronte nero, l’ippopotamo e il ghepardo. Ma il vero protagonista del parco è lo gnu. Milioni di esemplari di questo animale migrano ogni anno fin qui dalla pianura del Serengueti. L’Elephant Pepper Camp è un’opzione perfetta per ascoltare di notte il suono degli animali. Ma lo è anche per gli amanti del “glamping”.\n

Foto: Singita Sasakwa

Oltre ai safari, la savana offre le cene più intime che si possano immaginare.

\n

Il delta che non sfocia nel mare

\n

\n

Foto: Sabi Sabi, Selati Camp

Vasca da bagno sotto le stelle nella suite Lourenco Marques del Selati Camp.

\n

\n

\n

\n

Vacanze

Magazine

Vacanze

Isole Cayman, non solo per milionari

Perché andare alle isole Cayman, senza dover necessariamente aprire un conto in banca? Nel quinto centro finanziario del mondo non viene custodito solo vil denaro.\n

7:00 AM. Un uomo arriva al molo di George Town, la capitale di Grand Cayman, la più grande delle tre isole Cayman, dove attraccano ogni giorno i transatlantici. In mano non porta una valigetta ma una canna da pesca e una borsa termica con ghiaccio. La sua destinazione non è una delle banche del quinto centro finanziario del mondo. È una barca di 25 piedi di lunghezza da cui spera di pescare pesci wahoo, pagri o tonni per il suo ristorante, uno dei 200 a disposizione in quella che viene considerata la “capitale gastronomica dei Caraibi”. In questo paradiso fiscale sono registrati più ristoranti che persone e i conti bancari non sono le uniche cose a essere ben nutrite.\n

Il pesce di questa mattina si trova ora sul piatto di un ristorante, elaborato allo stile delle Cayman: impanato e cucinato con salsa di pomodoro, cipolla e peperoni.\n

La generosità viene ricompensata

Grand Cayman è una delle isole più ricche dei Caraibi. Il re Giorgio III concesse l'esonero dagli oneri fiscali a questo territorio britannico oltremare nel 1778. Questo gesto del re fu una ricompensa ai coloni dell'isola per aver salvato i sopravvissuti di un naufragio.\n

Foto: Don McDougall. Cayman Islands Department of Tourism

Viene servito anche con quella che viene chiamata “Caymankind”, un’ampio sorriso. Oltre a un pizzico di brezza caraibica: un cocktail con bourbon, succo d’arancia naturale, acetosa e limone. L’ampia offerta della cucina caraibica e internazionale dell’arcipelago viene arricchita da due grandi eventi annuali. Il Cayman Cookout è un incontro con chef di fama mondiale che offrono la possibilità di poter assaggiare e degustare i Caraibi attraverso i loro piatti. La cucina caraibica è la protagonista del festival Taste of Cayman, accompagnata da musica e fuochi d’artificio. La gastronomia locale si basa fondamentalmente sul pesce fresco, preparato in maniera semplice: stufato nel latte di cocco con verdure (coconut diner), alla brace o alla griglia, marinato, in padella o fritto. Tra i piatti più curiosi: zuppe o filetti di conchiglie di mare e tartaruga.

Visitare la Cayman Turtle Farm, dove vengono allevate tartarughe in cattività, è una delle attrazioni più popolari di Grand Cayman. Si tratta di un grande parco tematico marino, poco fuori George Town. Possiede una laguna con coralli, in cui è possibile fare un bagno con le tartarughe, una voliera di uccelli esotici, un acquario con specie marine predatrici e la piscina, con le cascate più grandi dell’isola. Una dele attività offerte ai visitatori è il bagno con le razze. Numerose barche salpano verso le acque cristalline di Stingray City per alimentare questi pesci, che si avvicinano tranquillamente ai bagnanti, lasciandosi accarezzare.\n

Foto: Don McDougall. Cayman Islands Department of Tourism

La cucina locale ha influenze antillesi, giamaicane e honduregne.

\n

Mance incluse nella fattura

Nei ristoranti è normale includere nella fattura un 15 o 18% per le mance. La percentuale aumenta o diminuisce a seconda delle dimensioni del gruppo e della qualità del servizio. In compenso, il prezzo è esente da imposte.\n

Foto: Don McDougall. Cayman Islands Department of Tourism

Seven Mile Beach è considerata una delle migliori spiagge dei Caraibi.

Quelli che desiderano spendere gli utili dei propri conti correnti, si concentrano nei resort situati lungo la Seven Mile Beach, una spiaggia a forma di mezza luna. Nove chilometri di spiaggia bianchissima e acque turchesi. Oltre a prendere il sole sdraiati sotto le palme, assaltano i negozi di lusso del lungomare, esenti da imposte.
Chi cerca l’intimità preferisce, invece, la tranquillità delle due isole più piccole: Cayman Brac e Little Cayman. Hanno spiagge di acqua limpida dove fare immersioni, come quelle di Spot Bay, lagune, mangrovie e grotte. Poi ci sono le leggende sui tesori nascosti e sui pirati, che si racconta avessero fatto delle isole Cayman il centro delle proprie operazioni.\n

\n

Foto: Don McDougall. Cayman Islands Department of Tourism

La porta di ingresso per le isole Cayman è George Town, la capitale di Grand Cayman.

\n

In questo paradiso fiscale sono registrati più ristoranti che persone

Foto: Don McDougall. Cayman Islands Department of Tourism

L'opzione più invidiata è quella che comprende l'affitto una villa privata.

\n

Cultura

magazine

Cultura

Chaplin’s World: Il rifugio svizzero del vagabondo

Inaugurato il primo museo dedicato a Charles Chaplin, una delle figure più influenti della storia del cinema, nella sua residenza sul lago di Ginevra, in Svizzera.\n

C

harles Chaplin era figlio di inglese, artisti di music-hall, e divenne famoso grazie al personaggio di un umile vagabondo. Visse i suoi ultimi 25 anni a Manoir de Ban, una villa circondata da parchi vicino al lago di Ginevra, in Svizzera. "Pago di queste gioie, talvolta siedo sul terrazzo, al tramonto, e al di là dell'ampio prato verde contemplo il lago lontano, e oltre il lago i monti silenziosi, e in questo stato d'animo non penso che a godermi la loro magnifica serenità", scrisse l'attore e regista sul rifugio dal maccartismo in cui trovò la pace. La "caccia alle streghe" che durante la Guerra Fredda perseguitò le idee liberali negli Stati Uniti, gli fece cambiare Beverly Hills per Corsier-sur-Vevey fino alla sua morte, la notte di Natale del 1977.

Convertire Manoir de Ban in un museo per rendere omaggio e far conoscere i successi di uno dei personaggi più importanti della storia del cinema non è stato un compito facile. Nel 2000, l'architetto Philippe Meylan e il museografo Yves Durand, fecero partire il progetto e ottennero il consenso della famiglia di Chaplin. “Voleva essere ricordato dalla gente. È per questo che era così perfezionista quando girava i suoi film", riconosce Eugene Chaplin, uno degli otto figli del cineasta e di sua moglie Oona O’Neill. Al progetto ha partecipato anche Grévin, proprietario di vari musei delle cere in tutto il mondo. È grazie a lui che il museo non è la ricostruzione storica di una casa come le altre.\n

\n

\n

Foto: Chaplin's World™ © Bubbles Incorporated

Charles Chaplin ha vissuto a Manoir de Ban con la sua famiglia fino alla sua morte, a 88 anni.

\n

Lo Studio

Il lato professionale di Chaplin viene ricordato nello Studio di Manoir de Ban, attraverso proiezioni dei suoi lavori e oggetti originali, come gli iconici bastone e cappello e il premio Oscar che ricevette. Sono state ricreate scene dei suoi film più famosi, da "La febbre dell'oro" a "Tempi moderni" o "Il grande dittatore".\n

Dopo un'attesa di sette anni per il permesso edilizio, sono stati necessari altri due anni per restaurare la villa costruita nel 1840, edificare una costruzione adiacente e riconvertire la fattoria e il garage in zona di uffici, biglietterie, negozio e ristorante. Inoltre, una denuncia di un vicino che temeva di perdere la propria tranquillità a causa delle prevsite migliaia di visitatori ha ritardato il progetto di altri cinque anni. Finalmente il museo è stato inaugurato, precisamente ad aprile del 2016.

Chaplin’s World è un divertente museo tra il lago e le montagne, vicino alle località svizzere di Montreaux e Losanna. Grazie alle ultime tecniche di scenografia e multimedia, il percorso tematico di 3.000 metri quadrati progettato da Confino fa sì che il visitatore possa conoscere la vita privata e la figura pubblica di Charlot. Alcune delle stanze della villa sono state ricreate con mobili e oggetti personali, per mostrare come ha vissuto con la sua famiglia, le sue abitudini, le visite che riceveva e le feste che organizzava.\n

Foto: Chaplin's World™ © Bubbles Incorporated

La carriera di Chaplin ebbe inizio con il cinema muto, dove trionfò con la sua comicità fisica e gestuale.

\n

\n

"Ho trascorso gran parte della mia infanzia a Corsier-sur-Vevey, dove sono andato a scuola", ricorda Michael Chaplin, un altro dei suoi figli. "Portavo spesso i compagni a casa per giocare nel parco. Ricordo che alcuni restavano delusi vedendo che mio padre era un signore anziano dai capelli bianchi. "Questo non è Charlot", dicevano. Effettivamente, il vagabondo che terminava sempre le proprie avventure per strada non visse mai qui. Ma adesso, nel Chaplin’s World, ha trovato un buon posto per stabilirsi.\n

L'artefice delle 30 statue di cera del Chaplin’s World è il Théâtre Grévin, aperto a Parigi dal 1882 per far conoscere al pubblico il volto dei protagonisti delle notizie, quando la fotografia non era così comune. Ha sedi a Montreal, Praga e Seoul.\n

Artisti delle cere

“Voleva essere ricordato dalla gente.

Foto: Chaplin's World™ © Bubbles Incorporated

Il cineasta si sposò quattro volte e tre dei suoi figli hanno lavorato nel cinema.

\n

Foto: Chaplin's World™ © Bubbles Incorporated

\n

Foto: Chaplin's World™ © Bubbles Incorporated

\n

Foto: Chaplin's World™ © Bubbles Incorporated

\n

Foto: Chaplin's World™ © Bubbles Incorporated

\n

Foto: Chaplin's World™ © Bubbles Incorporated

\n

\n

Top 6A

MAGAZINE

TOP 6A

Londra contro il minimalismo

La parola semplicità non riesce a entrare nel suo vocabolario. Dì addio alla sobrietà, in questi bar e ristoranti l'importante è esagerare.

Berners Tavern (Hotel London Edition, 10 Berners Street)

Lo chef Jason Atherton ha preparato un menù all'altezza della sua eleganza. Marmo, soffitti scolpiti e quadri incorniciati per creare un ambiente degno della "belle époque". Il menù alterna cucina moderna con piatti di tutti i giorni, come "mac and cheese" o "fish and chips". La cosa migliore è accompagnarli con uno dei cocktail originali.

Sarastro (West End, 126 Drury Lane)

Questo ristorante mediterraneo prende ispirazione dal teatro. Maschere, velluti e palchetti aiutano a creare un'atmosfera teatrale, il tutto completato da musica live. Situato nel West End, la Broadway londinese, è il luogo ideale per cenare dopo una serata trascorsa in uno dei suoi moltissimi teatri.

Mr. Fogg’s Tavern ( West End, 58 St. Martin’s Lane)

Dal tetto penzolano oggetti assurdi: gabbie, valigie, vasi e persino una barca in miniatura. Sembra che Willy Fog, a cui si ispira questo pub, abbia lasciato qui tutti i suoi bagagli. Al piano superiore c'è una sala da cocktail decorata con cortine e porcellane del XIX secolo, oltre a un "gin parlour" con oltre 300 tipi di gin. Un gin tonic?

sketch (Mayfair, 9 Conduit Street)

Un team di chef e designers hanno trasformato un edificio antico in un centro artistico e gastronomico. Comprende un salone da tè con un bosco incantato, il The Glade. Per la cena, consigliamo il The Gallery, una sala completamente rosa (comprese le sedie), in cui sono presenti 239 disegni originali dell'artista britannico David Shrigley.

Oscar Wilde Bar (Hotel Café Royal, Central London, 68 Regent Street)

La sua decorazione squisita ed eccessiva, in stile Luigi XVI, attrae personaggi famosi dal 1865. Per le sue sedie rosse sono passati Oscar Wilde, David Bowie ed Elizabeth Taylor. Ogni giorno, dalle dodici alle cinque del pomeriggio, viene servito il tradizionale "afternoon tea" con un menù ispirato alla città londinese. Offre sandwiches, dolcetti, "scones" e champagne.

Sushi Samba (Heron Tower, City of London, 110 Bishopsgate)

L'esplosiva miscela di cucina giapponese, brasiliana e peruviana viene servita in un locale altrettanto irriverente. La sala a vetrate è avvolta da bambù e dal soffitto pendono lampadari e piante esotiche, senza tuttavia impedire una vista panoramica a 360°. Il ristorante ha aperto le sue porte a New York, più di 15 anni fa. Oltre che nella capitale inglese, è presente anche a Miami, Las Vegas e Coral Gables, Florida.

Classici contemporanei

Lo show dopo lo show

Spirito viaggiatore

Un tè nel paese delle fate

Barocco chic

Il bosco a 360°

Travelfancy

Magazine

Travelfancy

\n

Foto: Acuario en proyecto en Nueva York

\n

L'acquario di New York: un'esperienza in cui immergersi

Convertire New York in un acquario. È il progetto vinto da uno studio italiano, in occasione del concorso per creare nuove icone nordamericane. Attenzione, perché non si tratta solamente di vedere gli animali dietro a un vetro. Questo acquario del Queens promette esperienze indimenticabili. Il visitatore potrà percorrere i Poli; l'oceano Atlantico, Pacifico, Indiano e Antartico; il mar dei Caraibi, il Mediterraneo, il Mar di Tasmania e il Mar Rosso.\n

\n

Un aeroporto in cui circolano treni

Si trova in Nuova Zelanda l'unico aeroporto al mondo in cui i treni hanno il permesso di circolare. Gestito da Eastland Group, l'aeroporto di Gisborne condivide il suo spazio con una linea ferroviaria. Anche se dal 2012 non è più attiva, ogni tanto –tra le sei e le dieci volte all'anno, di solito durante l'estate- viene utilizzata da un treno locale, restaurato, per fare escursioni.\n

\n

La piscina più grande del mondo

Situata nel villaggio turistico San Alfonso del Mar, in Cile, la piscina progettata da Crystal Lagoon ruba la scena all'oceano Pacifico. Con 1.013 metri di lunghezza e 3 di profondità, è entrata a far parte del Guinness World Record per essere la piscina più grande del mondo. L'intenso colore turchese dell'acqua è frutto di un sistema di purificazione con ossigeno a pressione, che riduce al minimo l'utilizzo di prodotti chimici. \n

Foto: Jose Manuel Bielsa

\n

Il ristorante "pop up" della migliore chef del mondo

Fino al 30 ottobre sarà possibile assaporare la cucina di Hélène Darroze presso l'hotel María Cristina di San Sebastián (Spagna). La chef, metà basca e metà francese, con una stella Michelin, un ristorante a Parigi e altri due a Londra, baserà il suo menù su prodotti e sapori locali. Una proposta culinaria che interpreta i pintxos, così come piatti d'autore e dolci creati in esclusiva per l'occasione. \n

\n

Parigi si trasferisce nel sud-est asiatico

Nella costa meridionale cinese aprirà prossimamente il Parisian Macao, un resort ispirato alla ville lumière e che includerà una ricostruzione della Torre Eiffel in scala ridotta. Opulenza, tocchi dorati e lusso estremo per un hotel con più di 3.000 camere e suite, maggiordomo disponibile 24 ore e una hall ispirata al Palazzo di Versailles. \n

Foto: Mark Pickthall

\n

Il tappeto di luci del deserto

"Come il seme addormentato nel deserto, fiorirà nel crepuscolo al dolce ritmo della luce, sotto un fiammante cielo stellato". È l'idea che Bruce Munro ha sviluppato per un decennio, culminata con l'installazione "Field of Light" nel luogo che ha ispirato l'artista, il monolite Uluru (Ayers Rock), nel deserto australiano. 50.000 sfere luminose per ricreare una sensazione intima ed effimera, che potrà essere visitata dal 31 marzo 2017.
\n

\n

\n

\n

\n

Più recente

Magazine

Piu recente

Scarpe da ginnastica Adidas Originals NMD

Collezione di "streetwear" ispirata ai modelli classici della marca, con l'aggiunta di tecnologia, tessuti e stili innovativi, per percorrere comodamente la città. Flessibili, resistenti e difficili da confondere.\n

Zaino Herschel Supply Little America

Modello retro ispirato agli inizi dell'alpinismo per uno zaino in fibre natural e con molteplici tasche. Perfetto sia per tutti i giorni che per una gita, o un fine settimana.\n

Giacca wearable Levi’s Project Jacquard

Nella manica della giacca è stato inserito il tessuto intelligente Jacquard by Google. Permette la connessione a un dispositivo mobile per consultare informazioni, ascoltare musica o parlare al telefono.\n

Lenovo Yoga Tab 3 Pro

Tablet di 10", con processore Intel Core i7, 16 GB di RAM e solo 1,29 chilogrammi di peso. Può essere collocato in quattro modalità distinte e tra le sue caratteristiche innovatrici include un proiettore e due altoparlanti.\n

\n





0 %